Bellissima e umanissima intervista di Buffon alla Gazzetta dello sport

Italia, Buffon sfida anche la Storia: “Se vinciamo sono leggenda”
Nell’ottobre ’97 l’esordio nello spareggio mondiale vinto coi russi: “Ricorso che avrei evitato volentieri”

Gianluigi Buffon, 39 anni, caccia al sesto mondiale con l’Italia. Getty Images
Gianluigi Buffon, 39 anni, caccia al sesto mondiale con l’Italia. Getty Images
L’ultimo volo dovrà essere indimenticabile, visto che la Russia è nel suo destino. In questi giorni azzurri, immaginate Gigi Buffon come se fosse virtualmente ritto su un trampolino. In fondo c’è l’acqua del Mondiale, il sesto (nessuno come lui), solo che il capitano azzurro deve liberarsi da quel blocco di cemento chiamato Svezia, l’unico ostacolo che resta tra lui e la parola fine. Poi, dalla prossima estate, sarà solo leggenda.

“SARÀ LEGGENDA” — Nessuna sorpresa, visto che il portiere, oltre ad essere l’uomo record come presenze nella nostra Nazionale (173), è al 4° posto nella classifica assoluta di tutte le selezioni, dietro solo a il centrocampista egiziano Hassan (184), il portiere saudita Al-Deayea (178) e il difensore messicano Suarez (177). Gigi non vuole fermarsi. Non ora, non qui. D’altronde, se è vero che la storia è circolare, nulla sarebbe più perfetto di un Buffon che chiude la sua carriera al Mondiale di Russia, visto che proprio contro quella Nazionale – il 29 ottobre 1997 – Gigi esordì nel gelo di Mosca, anche lì in uno spareggio (vinto) che valeva il Mondiale. Vent’anni dopo, c’è una storia che prova a ripetersi. “Il ricorso è molto simpatico, ma ne avrei fatto volentieri a meno – dice il capitano azzurro a Rai Sport -. Se passiamo, per me sarà leggenda. È sempre un rischio, l’importante è che il risultato finale sia lo stesso di vent’anni fa”. Il tempo, però, non fa sconti neppure ai miti. “Un po’ mi manca quella spensieratezza, quella spavalderia tipica di chi è giovane e deve ancora prendere bacchettate sulle dita. Più vinci, più sbagli, più impari; poi maturi e impari a contare fino a dieci. Adesso sono più riflessivo, mi auguro che sia diventato anche un portiere migliore. Una volta combattevo l’ignoto con un eccesso di esuberanza che poteva sembrare irriverenza nei confronti e del mondo, adesso invece so bene a cosa vado incontro”.

ITALIA DA 7 — Per questo la sua analisi è chiara. “Della Svezia fa paura la loro metodicità. Fanno sempre le stesse cose, ma le fanno bene. Con queste squadre se giochi da sei perdi, se giochi da 6,5 pareggi, da 7 in su invece vinci. Perciò occorre fare una bella partita anche individualmente”. I ricordi del “biscotto” all’Europeo 2004 sono lontani. “Il tempo passa. L’uscita da quell’Europeo fu bruciante, ma se avessimo fatto meglio prima, non ci sarebbero stati problemi. Se ti ritieni un giocatore forte, sai che il destino passa dalle tue mani”. La stessa sensazione di adesso. “Non dobbiamo sentire la pressione esterna. Sappiamo già che andiamo incontro a due partite importanti per il nostro calcio e per l’Italia intera. Abbiamo fiducia in Ventura. Il confronto del Filadelfia tra noi azzurri è stato fatto passare come un qualcosa di eccezionale, invece è normale che dei professionisti, quando non riescono a esprimersi, debbano essere disponibili a qualsiasi confronto per superare gli ostacoli. Capita spesso sia alla Juventus che alla Nazionale, ma magari non si viene a sapere”. Per i titoli di coda Buffon benedice Zaza (“ingiusto all’Europeo farne un capro espiatorio”), Pirlo (“gli ho scritto che deve essere orgoglioso della sua carriera”) e Riva, a cui fa gli auguri per i 73 anni. Ma è l’ultima domanda, forse, che racchiude ogni cosa: l’Italia andrà al Mondiale? “Se me lo chiedevate vent’anni fa avrei risposto: “Siamo già al Mondiale”

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3 Commenti a Bellissima e umanissima intervista di Buffon alla Gazzetta dello sport

  1. Andrea Dolci 9 novembre 2017 at 20:06 #

    Ah, ah, ah, non sapevo fosse juventino, la credevo fervente romanista !

  2. Giancarlo Santalmassi 9 novembre 2017 at 22:45 #

    Fervente? Sfegatato! Ma quella resta una bella e umanissima intervista di un campione italiano prima che juventino…..

  3. Giancarlo Santalmassi 9 novembre 2017 at 22:46 #

    Giancarlo Santalmassi

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