Affascinante e inquietante futuro del diventare genitori / 1 – di Corrado Melega

Fare figli

Prendo a prestito il titolo dal libro che due amici, Carlo Flamigni e Carlo Bulletti, hanno da poco pubblicato con Pendragon. Si parla del concetto di genitorialità e della sua evoluzione nel corso dei secoli, fino al futuro abbastanza prossimo dell’utero artificiale. Concetto che negli ultimi 50 anni ha registrato uno sviluppo vorticoso. Nella nostra società si è fatta strada con la lentezza che contraddistingue tutte l modificazioni della morale comune, l’idea che alla genitorialità tradizionale si possa affiancare quella di una paternità e di una maternità basate sulla promessa di presenza: siamo i tuoi genitori perché saremo vicino a te per garantirti la migliore qualità di vita possibile. Nella nostra società, a fianco del modello prevalente ne esistono altri. Il 20% dei bambini viene educato da un padre diverso da quello biologico e lo sa; poco meno del 10% si trova nelle stesse condizioni senza esserne a conoscenza. Pochi giorni fa sono state pubblicate due notizie che danno, a mio parere, un quadro, da diverse angolazioni, della situazione. L’Università di Oxford ha pubblicato su Human Reproduction un’indagine che confronta il benessere psicofisicodei genitori confrontando, 38 coppie di maschi omosessuali che hanno avuto figli con la maternità surrogata, 61 coppie di femmine omosessuali e 41 coppie eterosessuali che hanno avuto figli con la fecondazione assistita, visitate quando i figli avevano 4 mesi circa di età. Tutti i genitori riferirono bassi livelli di stress parentale, di ansietà e di depressione, e tutti si dichiararono relativamente soddisfatti delle loro relazioni intime. I ricercatori stessi mettono in evidenza i limiti della ricerca legati al fatto che si è trattato di persone viventi in un contesto abbastanza privilegiato.

1) Segue…

5 Commenti a Affascinante e inquietante futuro del diventare genitori / 1 – di Corrado Melega

  1. Ilaria V. 22 novembre 2017 at 17:15 #

    Caro dottor Melega, attendo con piacere il prosieguo dell’articolo!

  2. Bull 22 novembre 2017 at 17:25 #

    Scusate, ma non si capisce dove vada a parare l’articolo.

  3. andrea dolci 22 novembre 2017 at 17:42 #

    Che bello sapere del benessere psicofisico dei genitori. Dei figli, chissenefrega, loro solo un diritto che qualsiasi adulto ha il diritto di possedere.
    E poi, alzi la mano chi quando i figli avevano quattro mesi non era ubriaco di felicità nonostante pe notti in bianco.
    Perché non studiare quando i figli sono in piena adolescenza e magari studiarne i problemi senza politically correctness ?

  4. Bull 23 novembre 2017 at 13:06 #

    Ma vuole scherzare sig. Dolci? Non lo sa che oggi deve essere amico dei gay, delle lesbiche, degli immigrati illegali, in pratica di tutti coloro che non sono bianchi, cristiani, maschi ed occidentali? Altrimenti diventa un bigotto da attaccare, un frutto marcio della più retriva retorica maschilista, un essere ormai superato dalla storia! Su, si attrezzi, se non per cambiare sesso, almeno per diventare gay, e già che c’è, si abbronzi parecchio e studi il corano, se vuole essere attrezzato per i tempi bui che ci aspettano.

  5. Ilaria V. 23 novembre 2017 at 15:56 #

    A me interessa molto l’aspetto biologico delle future applicazioni. La relazione di presenza, di cui ha iniziato a parlare il dott. Melega, è l’aspetto di cui tratta l’articolo.
    Ma se parliamo di relazione biologica (il periodo di gravidanza comporta un continuo scambio da utero a feto), lo scenario è ricco di conseguenze non prevedibili. Non entro in particolari perchè annoierebbero. Immaginate soltanto che un utero artificiale (la cui sperimentazione sulle capre è già avviata) deve essere settato in modo che per circa nove mesi, fornisca al feto, nei tempi e nei modi richiesti dalla natura, tutto quello di cui il nascituro ha bisogno. Ma questi tempi e modi e quantità di “forniture” possono essere standardizzati? Non esiste una gravidanza uguale all’altra, dicono i medici. Quale influenza biologica avrà sul feto la regolazione di un macchinario da parte di un attore esterno (genetista informatico, bioingegnere, più verosimilmente un team)? La connessione genitori-figlio non si limita all’ovocita e allo spermatozoo che si uniscono in una cellula fecondata ma credo che comprenda anche tutte le variabili fisiologiche precipue di un corpo femminile che lo custodisce; il che accadrà anche con l’ectogenesi, in cui però le funzioni fisiologiche saranno guidate.

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