Affascinante e inquietante futuro del diventare genitori / 6 – di Corrado Melega

Da segnalare come la tecnica abbia ricevuto l’approvazione di un importante giornale di teologia cattolica americano (The nationalcatholic bioethics quarterly), sulla base del fatto che una siffatta macchina potrebbe salvare molti feti prematuri evitando loro il rischio di menomazioni permanenti legate alla prematurità.
Come si può arguire tutto ciò provoca discussioni serrate perché notoriamente la tecnologia va più veloce della elaborazione etico-filosofica. C’è chi ha proposto una moratoria rispetto a certe sperimentazioni, ma chi la decide, con quali tempi, con quali controlli? Poi si sa che i cinesi lo fanno. Rischiamo di essere tanti sottotenenti Drogo che aspettano i cinesi, ma al contrario dei tartari i cinesi arrivano. In sintesi la ricerca non si può fermare. Che fare? E’ possibile trovare la strada per un consenso sociale?Riporterei qui una proposta che a sua tempo fece Giovanni Berlinguer: “Si può forse dire che il principio del consenso informato, un principio che viene universalmente riconosciuto, ma che spesso viene svuotato di quel contenuto dialogico che dovrebbe caratterizzare il rapporto tra medico e paziente, può valere anche, su scala più ampia, per il rapporto tra la ricerca scientifica e i cittadini. Si tratta di formare un consenso sociale informato alla priorità delle ricerche biomediche, ai loro metodi e alle loro applicazioni; un consenso che può svolgere una funzione di garanzia e di promozione della scienza in un periodo nel quale i suoi quotidiani progressi suscitano speranze e preoccupazioni crescenti”

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