Ribaltone all’Unesco: eletta una straordinaria donna – di Mariagrazia Enardu

Il risultato finale è stato talmente sorprendente che per capirlo bisogna guardare le varie votazioni, una moviola con gol finale. Il Comitato Esecutivo dell’Unesco (58 stati) doveva eleggere un nuovo direttore generale, dopo la bulgara Bokova. L’Unesco è terreno di scontro da anni, a riprova che niente è più politico della cultura. Israele lo accusa da tempo di razzismo e antisemitismo, soprattutto su questioni come Gerusalemme e Hebron ma non solo. Nel 2011 la Palestina è stata ammessa come stato membro, tra la furia di Israele e anche degli USA, che da allora non pagano le quote. Ora Trump ha annunciato l’uscita, ma in dicembre 2018, Israele pure.
Il Qatar era lanciatissimo a conquistare il posto di direttore generale. L’Unesco barcolla ma è pur sempre l’Unesco e il Qatar aveva speso molto per una campagna elettorale robusta. I 9 candidati sono stati scremati, in votazioni successive in cui il Qatar era gloriosamente in testa, fino a rimanere in 3. Tra il 2° e il 3°, la francese e l’egiziano, c’è stato una specie di spareggio e ha vinto Audrey Azoulay. A quel punto il ribaltone: l’Egitto pur di non votare l’odiato Qatar (detestato anche dai sauditi e non pochi altri arabi) ha dirottato alcuni dei suoi voti su Azoulay. La vittoria è stata di misura: 30 voti contro i 28 del Qatar, ma proprio per questo brucia di più, è il tradimento arabo.
A rendere Azoulay una figura su cui non si discute, per competenza e grinta, è il suo curriculum. Grandi scuole francesi, esperienza nel settore cultura, compreso il ministero avuto con Hollande. Riusciva anche a trovare fondi extra. E’ nata a Parigi da una famiglia di origini marocchine, suo padre è consigliere del re del Marocco e pacifista. Inoltre, Azoulay è ebrea, quindi Israele e USA non potranno più tacciare, in automatico, l’Unesco di antisemitismo. Quando si insedierà, il nuovo direttore generale dovrà raddrizzare una barca che ha troppi rematori e pochi quattrini, ma soprattutto costringerà tutti a guardare l’Unesco con occhi nuovi. Una bellissima sorpresa, speriamo Mme Azoulay abbia, oltre ad indiscusse competenze, anche un po’ di fortuna.

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