Brasilia, o cara…e lo scandalo Battisti – di Giancarlo Santalmassi

Se c’è un caso (uno dei tanti per carità: cito a memoria Oreste Scalzone e Toni Negri) che fa scandalizzare il nostro paese (e il mondo, aggiungerei), è quello del latitante Cesare Battisti. Faceva parte dei PAC (Proletari Armati per il Comunismo) e fu condannato in contumacia all’ergastolo, con sentenze passate in giudicato, per quattro efferati omicidi, due commessi materialmente, due in concorso con altri, più vari reati legati alla lotta armata e al terrorismo. Assassino, scrittore di modesto successo, grande nella seduzione politica e intellettualoide soprattutto di certa sinistra, si rifugiò in Francia ‘protetto’ dalla dottrina Mitterrand che negava l’estradizione per fatti di sangue verso quei paesi in cui il sistema giudiziario “non corrispondeva all’idea che Parigi ha delle libertà”. A Mitterrand non piaceva un paese che aveva promulgato la legge sui pentiti (che contribu ad abbattere le Brigate Rosse), sul modello del Regno Unito e degli Stati Uniti.

Ovunque andasse, Battisti aveva sempre molti amici. Tanto che a Parigi qualcuno lo avvisò che l’aria stava cambiando e stavano per restituirlo all’Italia, tanto che riuscì a filarsela tra Messico, Bolivia e Brasile. Con tanti saluti alla raccolta di firme che a sinistra lo sostenevano (vero Erri De Luca?) in Italia. Adesso con cautela, garantendo al Brasile che da noi non sconterà più dei trent’anni che farebbe lì, Roma cerca di ottenerne l’estradizione. Ma Battisti, riarrestato mentre ‘andava a pesca in Bolivia’, è subito tornato in libertà. Il Ministro della Giustizia Orlando a chi obietta che difficilmente riavremo il latitante perché fu condannato in base a una legislazione di emergenza, può solo rispondere che quelle norme furono dichiarate costituzionali. Chissà se riusciremo a cancellare l’immagine più dolorosa di tutte oggi: quella di un Battisti che si fa fotografare mentre brinda, libero.

,

Commenti chiusi.
I diritti d'autore appartengono alle rispettive firme. Santalmassiaschienadritta.it è uno spazio aperto a disposizione dei lettori.
La qualità del sito dipende anche dalla vostra collaborazione. Sappiate che inserendo dei commenti dovrete seguire le regole del sito e sarete gli unici responsabili di quel contenuto e delle sue sorti.