Anna Frank: se la madre dei cretini è sempre incinta – di Giancarlo Santalmassi

Per non dimenticare.

Anna Frank e’ stata una deportata e scrittrice ebrea tedesca, divenuta un simbolo della Shoah per il suo diario, scritto nel periodo in cui lei e la sua famiglia si nascondevano dai nazisti in una soffitta ad Amsterdam, e per la sua tragica morte a 16 anni nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.
Oggi e’ bene ricordarlo nel giorno in cui ignobili individui hanno lasciato nella curva sud dello stadio olimpico dei volantini con Anna Frank in maglia giallorossa. Dico ignobili individui perché sicuramente erano laziali (sono stati trovati dopo una partita della Lazio in casa), ma come definirli altrimenti? Dirli tifosi o laziali sembra assolutamente inadeguato. Tutto questo poi accade in questo ottobre, che e’ il mese in cui nel ‘43, giorno 16, nel ghetto al Portico d’Ottavia 1023 ebrei furono depredati dei loro averi in cambio della vita, e invece furono deportati in Germania da dove tornarono solo in 16.
Evidentemente i laziali inciampano solo nei selci dissestati della Raggi. Ma mai nelle ‘pietre dell’inciampo’, sampietrini di ottone messi più alti degli altri col nome e cognome di un deportato di fronte a ogni portone della sua abitazione, proprio perché inciampandovi non si dimenticasse l’orrore.
Il presidente della Lazio, Lotito e’ andato a chiedere scusa alla sinagoga di Roma, si e’ impegnato a portare dei ‘tifosi’ ad Auschwitz.
Difficile credere all’efficacia delle sue reazioni.
Qualcuno ricorderà che sempre individui inqualificabili appesero l’effige dei giocatori della Roma impiccati di fronte al Colosseo.
Non c’e’ nulla da fare: se si tratta di ‘tifo’ la madre dei cretini e’ sempre incinta.

4 Commenti a Anna Frank: se la madre dei cretini è sempre incinta – di Giancarlo Santalmassi

  1. andrea dolci 24 ottobre 2017 at 18:52 #

    Caro Santalmassi, sono stato “Celerino” e credo di essermi fatti una certa idea degli stadi.
    Tutti i gruppi di ultras sono rigorosamente infiltrati e sia Stato che societá calcistiche conoscono a menadito nome e cognome degli animali ma non succede niente. Forse è perchè allo Stato conviene tenere certi personaggi confinati nei club di ultras dove sono facilmente controllabili e poi, almeno alla domenica , fornirgli un palcoscenico recintato dove dare sfogo ai peggior istinti.
    Il livello di connivenza è tale che una società di primissima grandezza ha avuto per diversi anni ospite al tavolo della presidenza durante le cene che celbravano i trionfi sportivi, un personaggio diventato noto per aver accoltellato a morte un tifoso avversario in occasione di un incontro di Coppa.
    Dunque, per come la vedo io, facciamocene una ragione: i “cretini” sono parte integrante del sistema calcio e forse sarebbe meglio ignorarli per non dare risalto alle loro pensate.
    Piuttosto prenderi spunto dal fatto di cronaca per una seria riflessione sulla presenza sottotraccia dell’antisemitismo nella società, sulla vasta diffusione delle teorie complottiste sull’11 settembre, sulla globalizzazione, sulla crisi economica, sull’immigrazione, su come il Congresso Ebraico e Soros tengono il mondo in scacco e ogni altro ciarpame che rappresenta la riedizione moderna dei Protocolli. Questo moderno pensiero antisemita, di cui un paio di partitii sono portatori insani, secondo me non va combattuto con gite ad Auschwitz o donando il Diario di Anna Frank; questo moderno antisemitismo non nega l’Olocausto, semplicemente crede che forse Hitler non aveva tutti i torti.

  2. Bull 26 ottobre 2017 at 09:07 #

    Sono d’accordo col sig. Dolci. Però sarebbe interessante, ogni tanto, ricordare anche Sabra e Shatila, nonchè tutte le cose simpatiche che Israele fa ai palestinesiogni giorno, perchè a me pare proprio che gli israeliani utilizzino strumentalmente quanto accaduto 80 anni fa per coprire quello che fanno ora.

    • Giancarlo Santalmassi 26 ottobre 2017 at 11:02 #

      Vede caro Bull, il problema è che gli israeliani (vogliamo chiamarli ebrei?) non hanno bisogno di coprire nulla. La differenza con allora è nel fatto che allora erano cittadini italiani tedeschi francesi russi. Oggi sono uno Stato. E com tutti gli Stati devono difendersi soprattutto da chi ha come obiettivo di cancellarli.

  3. Bull 28 ottobre 2017 at 23:52 #

    MMmmmm….e lo fanno ammazzando i profughi chiusi nei campi?

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