Ricevo e volentieri pubblico , ringraziando il lettore Zoffoli per il suo intervento appassionato.

Caro Santalmassi,
premetto che non ho mai fatto politica attiva ma ho sempre seguito quello che accadeva.
Inoltre amo il mio Paese e vorrei vederlo in condizioni migliori di quelle attuali.
MI permetto quindi di sottoporti alcune riflessioni sul dopo referendum del 4 dicembre scorso
La riforma Renzi – Boschi è finita male, purtroppo, e ora se ne vedono chiaramente le conseguenze.
Non per questo le riforme non sono più necessarie, anzi sono fondamentali per liberare l’Italia dai lacci e lacciuoli di antica memoria che ancora l’affliggono.
A mio parere col referendum del 4 dicembre, il popolo italiano non ha detto no alle riforme o a tutte le proposte contenute in quel progetto. Ha sicuramente detto no al metodo.
E allora secondo me, il PD dovrebbe riprendere il discorso focalizzandosi su quei punti su cui tutti potrebbero essere d’accordo, per esempio riduzione del numero dei parlamentari e differenziazione dei ruoli di Camera e Senato demandando a una delle due Camere il ruolo di Camera Costituente. Data la situazione, solo volando alto il PD può sperare di vincere le elezioni e arrivare a quel benedetto 41%
Con questo approccio si risolverebbe anche il problema della legge elettorale: Camere con scopi diversi possono anche avere leggi elettorali diverse. Inoltre se ad una si affida un ruolo costituente, per essa una legge elettorale rigorosamente proporzionale e senza sbarramenti sarebbe consona e lascerebbe spazio a tutti…
qui di seguito la mia
PROPOSTA
• riduzione del numero dei parlamentari a 600 in tutto, 400 alla camera 200 al senato
• differenziazione dei ruoli delle camere:
a. la Camera mantiene le attuali attribuzioni, e vota la fiducia al Governo
b. il Senato diventa la Camera dei Saggi e gli viene affidato un Ruolo Costituente più avanti dettagliato. Non vota la fiducia al governo ma gli viene attribuito il diritto di “Censura” sull’operato del Governo, a seguito del quale il Governo deve presentarsi alla Camera per vedersi confermata o meno la fiducia
• nuova legge elettorale:
a. per la Camera si adotta il sistema proporzionale con sbarramento al 5% e premio di maggioranza alla lista che prende più voti purché abbia raggiunto almeno il 40% dei consensi ( chi prende più voti, comunque più del 40% va automaticamente al 55%, gli altri si dividono in misura proporzionale al risultato raggiunto il 45% restante). Nel caso nessuno raggiunga il 40% si va al ballottaggio tra le prime due liste che in tale sede possono avvalersi di apparentamenti con altre liste minori
b. per il Senato: legge elettorale di tipo proporzionale visto il ruolo costituente che gli viene attribuito con preghiera ai partiti di candidare al Senato persone degne del ruolo costituente.
• al Senato viene affidato un ruolo “Costituente” nel senso che ad Esso è demandato il compito di riformare per quanto necessario la Costituzione Repubblicana e il compito di riorganizzare il funzionamento dello Stato a partire dalla suddivisione dei compiti tra i vari enti: Stato, Regioni, Provincie, Comuni, semplificando il processo decisionale ed eliminando il più possibile le aree di sovrapposizione. Adozione di uno statuto e regolamento unico per tutte le Regioni abolendo la distinzione tra regioni a statuto speciale e ordinarie; analogo discorso vale per province e comuni: non si capisce perché non possano funzionare tutti allo stesso modo salvo differenze dovute a fatti dimensionali. In tale contesto al Senato spetta anche il compito di ristabilire un giusto equilibrio tra i vari poteri dello Stato e quindi anche l’onere di riformare il pianeta giustizia
• le leggi costituzionali e quelle relative al funzionamento dello Stato emanate dal Senato devono essere approvate anche dalla Camera
• le leggi ordinarie emanate dalla Camera vanno al Senato solo se intervengono su temi di ordine costituzionale
Sono cose che si possono fare nel giro 6 – 8 mesi demandando alle nuove Camere così elette la vera riforma dello Stato e finalmente nel 2018 potrebbe partire una stagione nuova di ricostruzione del nostro tessuto sociale, morale, economico.
A mio parere questa proposta potrebbe incontrare il favore delle altre forze politiche ma soprattutto il consenso degli italiani perché separa la gestione corrente affidata al Governo e alla Camera dalle questioni Istituzionali/Costituzionali affidate a un Organo super-partes in cui tutti sono rappresentati e con a disposizione una intera legislatura per fare un lavoro serio e approfondito di revisione dello Stato

Marcello Zoffoli

2 Commenti a Ricevo e volentieri pubblico , ringraziando il lettore Zoffoli per il suo intervento appassionato.

  1. claudio.oriente 20 settembre 2017 at 08:58 #

    È interessante e intelligente l’intervento del Signor Zoffoli. Temo, però, che non ci sia la volontà politica di attuare una riforma così bella e innovativa.

    Distinti saluti.

  2. andrea dolci 20 settembre 2017 at 09:51 #

    Ho trovato anche io la proposta interessante e personalmente la integrerei con la sfiducia costruttiva che sarebbe un forte elemento di stabilità soprattutto in un Parlamento frammentato e trasformista come il nostro
    Ho solo una perplessità sulla proposta e riguarda l’elettivitá del Senato; temo che l’eventuale discrepanza di composizione, nonostante le diverse funzioni, possa diventare occasione di polemica quotidiana sulla reale rappresentatività del Governo.

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