Ragionando sul sangue di Noemi – di Giancarlo Santalmassi

Io non so se i ‘femminicidi’ (orrendo vocabolo per indicare l’omicidio di una donna) stiano aumentando oppure no. O solo sembra che stiano aumentando perché se ne parla più di prima, in prima pagina o in apertura dei telegiornali. Non è questo il problema che mi interessa.
Ma l’orrendo assassinio in Puglia di Noemi, 16 anni, mi induce a tentare un ragionamento più in là.
Quando un uomo massacra una donna vuol dire che non è una persona risolta.
È un altro indizio che il genere maschile è in crisi, non sa dove va, non capisce esattamente il suo ruolo in questa società. Un genere che si è visto sottrarre nei secoli poteri, supremazie (ingiustificate) in ogni settore economico, sociale o gerarchico (quante donne oggi sono e meritatamente a vertici di banche, istituzioni, società economiche e industriali?).
Chi porta i pantaloni (chiariamo: l’uomo, perché i pantaloni li portano e da tempo anche le donne) ha retto a questo logorio?
Secondo me o no, o molto male.
Poi si può ragionare sul non cale in cui hanno tenuto i magistrati le ripetute denunce presentate dalla madre alle autorità delle violenze del fidanzato di sua figlia Noemi, rimaste inascoltate (e speriamo che il governo nella persona del ministro della giustizia Orlando stigmatizzi, o meglio, punisca a dovere questo comportamento).
Forse manca nel nostro paese o nella nostra società una ‘educazione alle emozioni’? Che dovrebbe nascere in famiglia e non demandata alla scuola (che ha già troppi compiti che non riesce ad assolvere).
Affrettiamoci a capire e a colmare queste lacune, altrimenti costruiremo una società senza speranza.

2 Commenti a Ragionando sul sangue di Noemi – di Giancarlo Santalmassi

  1. Filomena 15 settembre 2017 at 00:30 #

    Giustissimo!

  2. danielsun 15 settembre 2017 at 09:46 #

    questo è l’evidente timore non più tanto velato. sono soprattutto i nostri giovani, quelli italici, non per razzismo ma per capirci, ad avere seri problemi di rapporti con l’altro sesso, tanto a volte da prevaricare i normali rapporti di coppia tra uomo e donna. tant’è , e qui non me ne vogliano gli omosessuali, che l’aumento smisurato di dei gay o autopresunti tali è in grande espansione. Oggi, senza dubbio la donna ha una marcia in più sin dalla più tenera età, nelle scuole , dove nelle classi eterogenee la maggiore maturità delle ragazze balza agli occhi. come dice lei i ragazzi, forse anche rimbambiti dai media, che presentano donne sempre più nude e disponibili, e poi quando in realtà si trovano di fronte a perentori NO, vanno in catalessi incontrollata, bevono, si drogano e danno sfogo ad un nevrotismo anche questo copiato da atteggiamenti che vedono in troppi stupidissimi serial e film. E’ vero, e la famiglia? MANCA, mamma lavora, se ne va alle 7 e torna se va bene alle 19, papà se ne va alle 6 e torna alle 20,30 dopo l’happy hour con gli amici, i figli stanno con TV e internet, e qualche nonno che lascia loro libertà totale, TOTALE passato con loro a fine giornata? a dire tanto 2 ore prima che vadano a letto, nelle quali si guarda la partita o un film insieme…… Bè ,è la società che abbiamo creato, pretendete RISPETTO?

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