Primarie repubblicane in Alabama: Trump contro Bannon – di Mariagrazia Enardu

La questione è complessa come tutte le tematiche davvero locali, è un’elezione interna al partito repubblicano, una primaria. Ma le conseguenze saranno nazionali, se ne è accorto anche Trump, e quindi interessa anche noi. L’Alabama, per inciso, è uno stato controllato dai repubblicani.
In febbraio, Trump nominò ministro della Giustizia Jeff Sessions, uno dei fedelissimi – ora un po’ meno, dice Donald. Sessions lasciò quindi libero il suo seggio al Senato, e il governatore dell’Alabama, secondo i suoi poteri, nominò un sostituto, tale Luther Strange (bel nome). Che però deve presentarsi, per una vera elezione, alle cosiddette mid-term del novembre 2018, assieme a un terzo del Senato e l’interna Camera dei Rappresentanti.
Strange comincia dal primo passo, le primarie, e si scontra con un certo giudice Moore, che nel panorama non proprio confortante del partito repubblicano, soprattutto negli stati del sud, è davvero dirompente, ha anche qualche precedente per abuso di ufficio. Moore è avanti nei sondaggi ed è sostenuto da Steve Bannon, ex ideologo e stratega di Trump, mandato via ad agosto e che dice di essere sempre in ottimi rapporti con il suo ex padrone. Il partito repubblicano, in una crisi di panico, ha convinto Trump ad andare in Alabama a sostenere Strange. Trump ha nicchiato, poi ha accettato, e in un clamoroso discorso ha detto di non essere sicuro che sostenere Strange sia una buona idea, lui rischia di perderci comunque vada.
Domani sera, dai risultati delle primarie, si saprà come è andato questo bizzarro duello tra il poco convinto Trump e la sua anima nera Bannon. Rimane la curiosità di capire come mai Trump abbia fatto un (mezzo) favore al partito che odia e che lo odia. Come avrebbe detto Moretti, voleva farsi notare andando invece che rimanendo a casa? Vuole spaccare ancora di più i repubblicani? Ha fatto un diabolico patto con Bannon? Il discorso in Alabama sarà ricordato anche per gli insulti ai giocatori di basket etc che stanno attuando una curiosa protesta contro razzismo e violenza negli USA, vittime i neri, inginocchiandosi durante l’inno nazionale. Nel caso delle primarie, sicuramente vincerà il peggiore, ma ancora non sappiamo chi è.

Nessuno ha ancora commentato questo post.

Lascia un commento

I diritti d'autore appartengono alle rispettive firme. Santalmassiaschienadritta.it è uno spazio aperto a disposizione dei lettori.
La qualità del sito dipende anche dalla vostra collaborazione. Sappiate che inserendo dei commenti dovrete seguire le regole del sito e sarete gli unici responsabili di quel contenuto e delle sue sorti.