Da non perdere: per salvare la italianissima brigata Maduro – di Aldo Grasso

Vamos a matar, compañeros! La Brigata Maduro è pronta per partire per il Venezuela a difendere il regime chavista che, in un colpo solo, ha esautorato il Parlamento controllato dall’ opposizione e ha affidato al presidente Nicolás Maduro i pieni poteri militari, economici, sociali, politici e civili.
La dittatura si fa legge. Persino papa Francesco si è schierato contro Maduro. La Brigata Maduro, come ci ha raccontato Fabrizio Caccia sul Corriere , è folta: Gianni Minà, Fausto Bertinotti, Nichi Vendola, Gianni Vattimo, i parlamentari del M5S Manlio Di Stefano e Ornella Bertorotta, aperti sostenitori della rivoluzione bolivariana, e soprattutto il filosofo da talk Diego Fusaro, che si è auto-attribuito la patente di «intellettuale scomodo» (un altro!), in lotta per l’ emancipazione umana.
«Se Marx, Gramsci e Lenin fossero vivi – questo il pensiero del marxista immaginario e immaginifico – ora sarebbero qui a difendere il comunista e patriota Maduro dall’aggressione americana che, come nel Cile del ’73, punta ad abbattere un governo che resiste al capitalismo globalizzato».

Vamos a matar, compañeros! Su minima&moralia Raffaele Alberto Ventura ha spiegato bene come la chiacchiera fusariana consista sempre «nel montaggio semi-aleatorio di un pugno di moduli argomentativi preconfezionati, di formule declamatorie». Se Marx avesse le ruote Quando il gioco si fa Maduro, i duri e puri cominciano a giocare .

3 Commenti a Da non perdere: per salvare la italianissima brigata Maduro – di Aldo Grasso

  1. Emanuele 7 agosto 2017 at 17:28 #

    L’articolo, oltre a parlar male di qualcuno, non riesce ad argomentare un bel nulla. Che tristezza, dottor Santalmassi.
    Quando faceva hellzapoppin l’ho stimata tanto…

  2. andrea dolci 8 agosto 2017 at 00:05 #

    La classe media ridotta in povertà, un tasso di omicidi da record mondiale, inflazione stellare e produzione industriale crollata. Pensi che l’acciaieria di Sidor pochi anni quando era privata produceva oltre 4 milioni di tonnellate all’anno, dopo la nazionalizzazione e la sostituzione del management con fedelissimi incapaci la produzione è crollata a 120.000 tonnellate.
    E stendiamo un velo pietoso sui rapporti tra il regime e il narcotraffico che ai tempi di Chavez era un sospetto, diventato certezza con Maduro e la sua cerchia.
    Difendere come fanno quelli della Brigata Maduro il regime venezuelano è come guardare con stima e affetto al regime nordcoreano: o è cecità o è malafede.

  3. Tonino Rachele 14 agosto 2017 at 00:43 #

    Infatti tutte le imprese o fabbriche che sono state statilizzate, non hanno più funzionato, no hanno più prodotto nulla. In alcune dove il governo ha tentato di farle partire, ha collocato persone assolutamente incapaci di svolgere il lavoro..
    Mi chiedo la Brigata Maduro conosce la realtà del Venezuela ? Questi personaggi dovrebbero vivere in Venezuela almeno una settimana, ma con il popolo, non a palazzo Miraflores, o in luoghi confortevoli, ma a afre la fila per diverse ore, per il pane per la carta igienica e poi quando arriva il proprio turno non c”è più pane, non c’è più carta igienica, aspetti per la prossima volta, la settimana seguente se va bene.
    La Brigata Maduro conosce l’alta criminalità che c’è in tutto il paese ? L’ultima volta che sono stata nel 2008, era già un paese alla deriva…e si vedeva, si percepiva in tutti i
    settori.
    Come mai la Brigata Maduro ha scelto come slogan “Vamos a matar, companeros”. Maduro ha detto che “vuole la pace”…
    La Brigata Maduro conosce gli articoli della Costituente “votata” il 30 luglio ?
    Ascolti il popolo e di faccia raccontare: il 30 luglio le strade erano deserte, la gente non è andata a votare il massa come sostiene il
    governo. Anche se avessero votato solo in 100, Maduro avrebbe detto che sono stati 8 milioni. Gli 8 milioni di voti li ha avuti Chavez quando aveva il massimo di popolarità.
    Chavez non è stato un buon economistae tantomeno Maduro.
    L’ economia non può basarsi su un solo prodotto, il petrolio, che addirittura è venduto agli Usa, gli Usa lo ritornano al Venezuela raffinato, quando prima Venezuela raffinava il suo petrolio. Anche la raffinerie sono chiuse.
    In questo paese c’è di tutto, ed è stato distrutto. La gente aspetta la borse di cibo dal governo che ha intensificato le consegne a ridosso del voto per la costituente…purchè andasse la gente a votare.

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