Quando l’acqua fa acqua da tutte le parti – di Stefano Micossi

Manca l’acqua, perché non piove da mesi. La situazione è particolarmente seria in alcune grandi città, prima tra tutte Roma, ma soffre moltissimo l’agricoltura, con molti raccolti in pericolo. È interessante soffermarsi sulle reazioni, che la dicono lunga sullo stato del paese. Ieri, in prima pagina sul Corriere, la vignetta di Giannelli dava sfogo a quel che pensano milioni di italiani: l’acqua ce l’hanno rubata – saranno gli speculatori, i poteri forti, le banche o i corrotti, ma certo non è colpa nostra, degli italiani – anche se l’acqua si spreca nelle nostre case a fiumi.
 
Poi c’è il dibattito sui tassi di dispersione dell’acqua nelle tubature, superiore al 40%. L’Acea annuncia un piano di investimenti (ma va!), che darà i suoi frutti in qualche anno – e che verrà abbandonato probabilmente alle prime  piogge. E accusa dei nostri guai chi ha deciso di chiudere i pompaggi dal lago di Bracciano, che sta scendendo come se si fosse aperto il tappo in una vasca. Facciamo così anche con i terremoti: l’ultima volta abbiamo annunciato un piano di sistemazione del territorio di 50 miliardi. In realtà non siamo riusciti nemmeno a spostare le macerie da Amatrice.
 
E infine c’è la politica. Si sente sotto pelle la voglia di attaccare qualcuno per guadagnare consensi. La Raggi, la cui amministrazione è del tutto paralizzata, grida alla regione e al governo: fate presto. Ma all’Acea non dice nulla, perché adesso ci ha messo i suoi uomini. Anche i partiti hanno problemi: perché Roma l’hanno malgovernata tutti. Non può parlare la destra di Alemanno, non la sinistra di Odevaine e Buzzi. Anche i grillini tacciono, perché la sindaca è della loro parte. Può parlare solo Rutelli, capo dell’ultima giunta comunale onesta e capace negli ultimi vent’anni. Che malinconia.

Inpiu.net

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