MO: Unesco e Hebron, ci mancava la lite per l’eredità di Abramo – di Maria Grazia Enardu

L’Unesco, con cui Israele ha da decenni rapporti difficili, ha inserito un luogo che ha chiamato Hebron/Al Khalil nella lista dei Siti culturali e in quella dei siti in pericolo. Hebron è nel West Bank occupato nel 1967 da Israele. Il suo nome è paradossale come la sua storia. Era città cananita, forse del 2000 AC. Poi secondo la Bibbia arrivò un certo Abramo, veniva da est. Un giorno un Dio gli disse che se lo riconosceva come Dio unico, avrebbe dato la terra di Canaan a lui e alla sua sterminata discendenza. Abramo era anziano, non aveva figli, accettò ma ci sorrise su. Poi ebbe Ismaele da una schiava, una sorta di utero in affitto dell’età del bronzo, e da Ismaele secondo tutte le tradizioni monoteiste discendono gli arabi. Pure la vecchia Sara gli diede un miracoloso figlio, Isacco, che stava per essere sacrificato ma poi divenne il padre degli ebrei. Per inciso, Abramo ebbe da una concubina altri 6 figli, ma ce li risparmiamo. Venne sepolto a Hebron, nome che in ebraico ha la radice “amico”, e anche il nome arabo di Abramo e della città, Al Khalil, vuol dire amato/amico, di Dio. E con ciò chiudiamo le buone notizie. La tradizione delle Tombe dei Patriarchi di Hebron è antichissima, sono Abramo e Sara, Isacco e Rebecca, Giacobbe e Lea – anche se Rachele ha per altra tradizione una tomba singola vicino a Bethlehem. Nel 1° sec DC Erode il Grande costruì un grande complesso, quasi intatto, allargato poi da Saladino e Mamelucchi, creando una sorta di labirinto di stanze e cenotafi (= tomba vuota) su cui gli archeologi tacciono molto. Ci sono pure antri sotterranei, mai davvero esplorati perché le Tombe dei Patriarchi sono anche la Moschea di Abramo.
Dopo la vittoria del 1967, gli ebrei tornarono a Hebron nel 1968, è il luogo più sacro dopo quello del Tempio di Gerusalemme. Prima scesero in albergo e poi costruirono quartieri, soprattutto nel centro della città. Hebron è forse il punto più caldo dell’occupazione, perché il Patriarca Abramo è in comune e la sua eredità molto contestata. Ebrei, mussulmani, anche cristiani frequentavano il luogo, mescolandosi non proprio armoniosamente fino a un mattino del febbraio 1984, quando il dottor Baruch Goldstein arrivò con mitra, molti caricatori, bombe a mano. Uccise 29 mussulmani e ne ferì oltre 100 prima di venire linciato dai sopravvissuti. Goldstein voleva ristabilire le priorità ebraica sul luogo e l’esercito di guardia lo aveva lasciato passare con il suo arsenale. La tomba di Goldstein, che è un terrorista, è molto venerata. Da allora a Hebron si prega separati, gli arabi sono sotto pieno assedio militare e la battaglia si combatte altrove, Unesco compreso. La breve mozione additata da Israele come perfetto esempio di antisemitismo ha due punti centrali. Innanzi tutto usa i doppi nomi, Hebron e el-Khalil, Abramo/Ibrahim, e poi si azzarda a dire che il luogo è un sito di pellegrinaggio per le tre religioni monoteiste, ebraismo, cristianesimo, islam (in rigoroso ordine cronologico). Segue microstoria dove, per le ovvie ragioni, si parla di arabi, mamelucchi e ottomani, che tra una cosa e l’altra sono lì da 14 secoli. Aggiungiamo, sommessamente, che la genetica di oggi considera molti palestinesi ex ebrei, dopotutto il territorio ebbe storia tumultuosa. Dove sta l’antisemitismo, anzi addirittura il negazionismo, lamentato da israeliani e non pochi ebrei? Nel non dare priorità esclusiva alla storia ebraica di Hebron. Cosa peraltro impossibile anche da un punto di vista religioso, visto che la stessa Bibbia considera Abramo il padre di tutti i semiti, quindi anche i poco amati palestinesi. Anzi, è paradossale che le critiche all’Unesco (che come tutti gli enti di questo mondo è anche politicou!) lascino sempre fuori l’aspetto che dovrebbe essere preminente, quello religioso. Che peraltro porterebbe a interrogativi di assoluto rilievo, il più importante delle quali credo sia: prevale la promessa di Dio ad Abramo (padre di tutti i semiti) o quella a Mosè (capo dei soli ebrei)? Il che ci porterebbe a discutere anche di un delicato tema: Dio cambia idea? Ma lì un genetista direbbe che la cosa importa poco, e questo ci condurrebbe ad altri interrogativi ancora più complessi. In ogni caso, la rissa sull’eredità di Abramo/Ibrahim è assai attuale e non ha al momento prevedibile soluzione.
Ujj

2 Commenti a MO: Unesco e Hebron, ci mancava la lite per l’eredità di Abramo – di Maria Grazia Enardu

  1. Costanza Pera 14 luglio 2017 at 17:10 #

    Apprezzo molto Maria Grazia Enardu, ma mi sorprende che ometta di ricordare il fatto che prima del 1967 gli ebrei avevano lasciato Hebron perché nel 1929 vi fu un feroce massacro degli ebrei che vi vivevano in numerosa comunità, sotto il mandato britannico. Nell’occasione la polizia araba si dileguò o meglio disertò. Dopo di allora gli ebrei se ne andarono e vi ritornarono solo nel 1967. Non so perché ma di questo episodio si parla raramente, eppure dal punto di vista ebraico è molto importante per comprendere la situazione di Hebron, e non solo.

  2. Mariagrazia Enardu 17 luglio 2017 at 16:04 #

    Gentile Signora,
    lo sapevo bene, il 1929 vide massacri di ebrei anche altrove, Gerusalemme etc, e ricordo in particolare Safed, dove parecchi di loro vennero salvati (nascosti) da altri mussulmani. Il 1929 è anche il momento in cui gli inglesi si resero conto che il mandato non poteva reggere sulla base della Balfour, e da allora cercarono di tornare indietro. Riconoscere agli ebrei (sionist) il diritto a una sede nazionale non significava, come la stessa Balfour precisava, pregiudicare i diritti dei non-ebrei. Ma la paura degli arabi era l’allargamento della popolazione ebraica, e soprattutto la volontà di costruire uno stato proprio. Come disse Meron Benvenisti, la lotta tra i due popoli, è spietata come una guerra tra pastori, termine da intendere non in senso bucolico ma di pecore sgozzate etc.

    Non volevo fare la storia di Hebron, il pezzo era già lungo, ma quella dell’inizio (Abramo) e dell’ultimo capitolo, cioè un ritorno che è allargamento protetto dall’esercito, per modificare l’assetto del territorio e riprendersi, in toto, Abramo. Con l’Unesco che interviene e Israele che si infuria. E l’unico modo di riprendere le fila è ripartire da Abramo, saltando tutti i millenni successivi

    mge

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