Il vuoto (di memoria) da Trieste a Palermo – editoriale di Giancarlo Santalmassi

Due fatti gravi, a mio avviso, marchiano questo paese con la frase: ‘nemmeno la cronaca che si fa storia (negativa) insegna qualcosa’. Alludo ai fatti che accadono alla spiaggia di Chioggia e a Palermo. Dai cartelli inneggianti a Mussolini nello stabilimento giuliano al busto a Falcone sradicato, oltraggiato a Palermo.
La scuola? La famiglia? Il contesto? Chi e’ il responsabile di questa mancanza di memoria?
Eppure, fascismo e mafia sono costate il sangue di migliaia di italiani, normali ma anche mescolati a quelli migliori.
Responsabilità grave al punto che finisce col risultato di far sembrare ‘giustificata’ la frase “di vera mafia c’e’ solo l’antimafia’, con un vero e proprio capovolgimento del’etica.
Eppure con la storia non si scherza.

3 Commenti a Il vuoto (di memoria) da Trieste a Palermo – editoriale di Giancarlo Santalmassi

  1. andrea dolci 11 luglio 2017 at 17:29 #

    Siamo troppo cinici per poterci permettere il lusso della Memoria.

  2. claudio.oriente 12 luglio 2017 at 00:00 #

    Siamo un paese allo sbando. Abbiamo completamente dimenticato i veri valori costituzionali. Purtroppo, nella realtà quotidiana, mi capita di ascoltare gente che fa discorsi incostituzionali e razzisti e che non vuole sentire ragione. L’unica soluzione, a mio parere, penso sia insegnare la Costituzione e la storia del nazifascismo nelle scuole.

    Distinti saluti.

  3. antonio giovanni laterza 12 luglio 2017 at 16:04 #

    La spiaggia fascista è localizzata sul litorale chioggiotto che, pur affacciandosi,come Trieste e la costa giuliana,sul mar Adriatico,trovasi nel Veneto Occidentale nella provincia di Venezia. Indicativamente a circa 200Km.
    Un invito a non infangare impropriamente un territorio e una comunità che nulla hanno a che vedere con la obbrobriosità dell’adulatore mussoliniano.

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