Draghi all’angolo e il Quantitative Easing sotto pressione – di Gianmarco Mensi

La FED, che non ha agito sui tassi, ha avvertito il mercato che la tanto attesa riduzione del bilancio partirà a settembre, dando inizio al lento e graduale disimpegno delle banche centrali dei paesi sviluppati dalle politiche monetarie non convenzionali. Il percorso sarà difficile ed irto di insidie, e non solo per Janet Yellen: dopo l’annuncio di stasera, infatti, la pressione su Draghi per ridurre il quantitative easing è aumentata considerevolmente. Super Mario dovrà usare la sua leggendaria bravura per impedire che i prossimi passi, dal discorso di Jackson Hole di fine agosto alla riunione della BCE del 7 settembre, non si trasformino in ulteriori propellenti per l’euro, la cui forza rischia di compromettere sia la dinamica dell’inflazione che la crescita dell’Eurozona.

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