Quando le pensioni all’estero fanno miracoli a metà – di Franco Nani

A Bardi, nel Parmense, vivono 2185 abitanti; 1517 risiedono all’estero e sulla casa natia non pagano né Imu né Tari.
Questo, per le casse comunali, comporta un minor gettito che supera i 120mila euro all’anno mentre il ministero dell’Interno ha previsto un ristoro di appena 11.407 euro. E adesso il Comune appenninico rischia la bancarotta.

A sollevare il caso è il deputato del Pd Giuseppe Romanini che invita lo Stato a rispettare l’impegno assunto con i Comuni: “Chiediamo con forza e urgenza che rapidamente vengano identificate risorse aggiuntive da destinare alla compensazione del minor gettito fiscale per scongiurare il rischio default che molti enti stanno seriamente correndo”.
Il caso è legato all’introduzione, nel 2015, dell’esenzione dell’Imu (per il possesso di una sola unità immobiliare in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso) per i cittadini italiani residenti all’estero già pensionati nei rispettivi paesi di residenza, e della riduzione dei due terzi della Tari e della Tasi.
Romanini ha presentato un’interpellanza ai ministri dell’Interno Marco Minniti e dell’economia Pier Carlo Padoan raccogliendo le sollecitazioni di numerosi sindaci dell’appennino Parmense ed in particolare delle Amministrazioni comunali di Bardi e Borgotaro in rappresentanza di territori che più di altri sono stati protagonisti nei decenni passati del fenomeno dell’emigrazione all’estero e che nei giorni scorsi si sono visti corrispondere un contributo compensativo largamente inferiore alle attese.
“La legge parla chiaro: l’esenzione per i cittadini residenti all’estero non deve avere alcun impatto sulla finanza locale essendo espressamente previsto uno stanziamento per far fronte al minor gettito fiscale dei comuni” spiega Romanini. “Lo stanziamento è stato ripartito, tra l’altro con due anni di ritardo, nei giorni scorsi ma gli importi assegnati ai singoli comuni sono largamente insufficienti a compensare i minori incassi. Svariate decine di migliaia di euro che stanno venendo a mancare ai bilanci dei nostri comuni, in particolare di quelli più piccoli e di montagna dove già assicurare i servizi essenziali ai cittadini non è certamente semplice”.
La sindaca di Bardi, Valentina Pontremoli, conferma i dati forniti da Romanini e ribadisce: “Rischiamo di finire in ginocchio, siamo in grande difficoltà. Si tratta di persone residneti all’estero, iscritte all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), sono via da sempre ma hanno mantenuto la casa e ogni tanto tornano nel comune di origine. Il punto è che una legge dello Stato deve essere rispettata e i municipi sostenuti economicamente come prevede la normativa. E’ anche una questione di principio”; altrimenti, aggiunge, “è inutile parlare di paesi montani da sostenere e aiutare contro lo spopolamento”.
Dallara ricorda:
“Sono alla guida di uno Comuni montani più estesi dell’intera regione anche per quanto riguarda la rete stradale e gli stessi residenti all’estero, quando rientrano, chiedono vie asfaltate e sicure. Interventi che richiedono ovviamente interventi e finanziamenti adeguati”.
A Bardi non hanno intenzione di mollare: “Se non basterà l’intervento dei parlamentari ci muoveremo in altro modo ma siamo decisi a ottenere quello che ci spetta”.

Repubblica.it

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2 Commenti a Quando le pensioni all’estero fanno miracoli a metà – di Franco Nani

  1. Umberto fossali 30 giugno 2017 at 13:46 #

    basterebbe detassare la tassazione delle pensioni, cosi’ eviterebbero di scappare all’estero;

  2. andrea dolci 3 luglio 2017 at 11:34 #

    Per completezza di informazione, non si sta parlando di pensionati italiani emigrati in paesi meno costosi ma di emigranti italiani che hanno maturato la pensione lavorando all’estero e che mantengono la casa nel paese natio.
    Io non so se il principio sia o meno giusto, ma trovo inaccettabile e vergognoso che lo Stato da un lato introduca un’esenzione che grava sulle casse dei Comuni e poi non si preoccupi di ripristinare il gettito con un apposito indennizzo pari all’incasso mancante.
    Il buon Ricucci aveva coniato un’espressione poco elegante ma che spiegava benissimo questo tipo di situazione.

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