Il discorso della regina – di Maria Grazia Enardu

Elisabetta II dovrebbe, come dopo ogni elezione, leggere davanti ai Comuni il discorso programmatico, chiaramente scritto dal governo in carica. La data prevista è il 19 ma questo è in forse, come il contenuto del discorso. Il 19 è anche il giorno fissato da mesi per l’avvio dei negoziati Brexit, proprio da bollino rosso.
I Tory, anzi Theresa May, non sanno bene che scrivere. Il manifesto elettorale ha portato a una quasi sconfitta, la solida maggioranza auspicata per fare un Brexit come lo voleva lei (e chissà cos’era) si è sfarinata, la rivolta dei deputati conservatori, o meglio di quelli che sono sopravvissuti, è palese. May deve rivedere, al ribasso o al rialzo, dipende dall’ottica, la bozza che aveva sicuramente preparato. Il patto con gli Unionisti dell’Ulster per il loro indispensabile appoggio esterno è tutto da discutere, e il governo avrebbe la maggioranza di un solo seggio, basterebbe una piuma per buttarlo sotto. Gli Unionisti, un po’ reazionari ma anche anti-Brexit duro per via del confine con l’Irlanda, venderanno cara la pelle, perché qualunque cosa faranno avrà ripercussioni immediati sulla delicata situazione in Ulster. C’è il serio rischio che gli Unionisti per appoggiare May si caccino nei guai in casa. L’unica cosa da fare, in mancanza di bacchetta magica, è di rinviare il discorso della regina, alla quale nessuno chiede un parere ma sicuramente lei ne ha uno.
L’unico discorso che pare sia già scritto, e speriamo in golose indiscrezioni stampa, è quello di Jeremy Corbyn, che ha trionfalmente perso le elezioni, tirato su il Labour e – cosa incredibile – ha guadagnato altri consensi dopo le elezioni. Rivotassero oggi, andrebbe in carrozza dalla regina. Jeremy, interrogato dalla stampa, ha modestamente ammesso che lui vuole solo servire il paese, e per essere un politico è assolutamente sincero. Lui è fatto così, ha tirato dritto incurante di critiche, complotti, insulti. Ci saranno nuove elezioni, non si sa quando, probabilmente quando i Tory avranno deciso come far fuori May, che oggi ha chiesto scusa per il disastro. C’è il rischio – serio o spassoso, fate vobis – che prima o poi la regina si ritrovi a leggere il discorso di Jeremy, lui sicuramente passa ore a limarlo con delizia. La regina è una collaudata professionista, non farà una grinza, al massimo può decidere di abdicare. In fondo, Carlo è ambientalista, quindi praticamente rosso, che affronti lui i sanculotti alla Jeremy.

2 Commenti a Il discorso della regina – di Maria Grazia Enardu

  1. Bull 12 giugno 2017 at 20:43 #

    Trovo patetico che si tratti così uno come Corbyn, che ha finalmente il coraggio di dire la verità: e cioè che il mondo “meritocratico”, quello della finanza selvaggia, non è altro che il mondo della giungla o del far west, dove un pugno di persone si arricchiscono oltre ogni immaginazione, e il 99,99% degli altri non fa altro che imoverirsi sempre di più. Fa veramente tristezza che ci siano “giornalisti” come la Enardu che o non capiscono o, peggio, fanno finta di non capire.

  2. danielsun 13 giugno 2017 at 10:30 #

    forse e’ una frase fatta(tutto il mondo è paese), ma credo che i sistemini democraticini d’europa abbiano creato ovunque politicini piccolini , con un autorità miserina, dovuta a capacità ridottissime (ce li vedete questi politici ad affrontare la seconda guerra mondiale….!) gente vaga e diretta dai famosi esperti (economisti,pubblicitari,professori) capaci di scrivere libri e saggi infiniti applicabili al nulla. Qualche tg dice che l’europa è ancora al centro del mondo….forse fisicamente . ma il peso specifico è ben spostato.

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