Guardaroba&Politica: l’uniforme di Angela – di Maria Grazia Enardu

La visita di Merkel a re Salman ha avuto contenuti che il padrone di casa avrà considerato le solite lagnanze occidentali (diritti umani, guerra in Yemen) ma avrà portato a qualche concreto risultato di affari, altrimenti che senso ha andare da quelle parti? Semmai Merkel è apparsa serenamente immutabile: stessi pantaloni neri, l’ennesima giacca con bottoni grandi che è la sua uniforme, stavolta un sereno verde pallido. Niente velo in testa, il solito caschetto biondo all’aria. Un video mostra la fila di notabili sauditi che va a stringerle la mano, tutti si inchinano, a tutti Merkel risponde con un cenno del capo cordiale ma molto tedesco.
Poche settimane fa anche Theresa May era apparsa in Arabia, catalogo di vendita armi sottobraccio, bisogna campare dopo il Brexit. Aveva i capelli scoperti ma si era vestita con pantaloni (coprire gambe!) e con un’inguardabile giacca, di tre taglie più grande e piuttosto lunga. Di teste scoperte, si ricordano anche quelle di Hillary Clinton (pantaloni, giacche o camicie larghe) e Michelle Obama (pantaloni larghi, tunica e spolverino). Era il 2015 e la testa scoperta di Michelle suscitò un certo scandalo, anche perché la signora è sexy anche semi-intabarrata. Tutte avranno messo in fondo all’armadio la tenuta saudita, tutte meno Angela, che delle sue giacche colorate ha fatto un simbolo, uguali ma di innumerevoli tinte – avrà un apposito database. Che poi è anche il suo manifesto elettorale, a pensarci bene. Sempre la stessa ma camaleontica a seconda dello sfondo o della situazione. Comunque una lezione di stile, per non subire compromessi e protocolli, bisogna essere fedeli a se stessi oltre che rispettosi degli altri. Così quando arriva suscita solo una domanda: di che colore sarà Angela oggi?

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