Assolutamente da non perdere, il magistrale ricordo di Nicola Caracciolo: contro il Front Nazional

Può un vecchio giornalista andare indietro sui suoi ricordi? Le elezioni francesi mi hanno fatto tornare a guardare al passato. Tra il 1958 e il 1962 andai a più riprese per l’Espresso e poi per il Giorno (allora grande quotidiano nazionale) in Algeria. Fui colpito dalle sofferenze a cui fu sottoposta la popolazione musulmana. Sofferenze che oggi vengono rievocate da uno dei candidati, Emmanuel Macron. Nel 1961 fui informato di un avvenimento tragico. Una formazione dell’estrema destra nazionalista francese, l’Organization de l’Armée Secréte, aveva deciso di colpire atrocemente i musulmani di Algeri. In un quartiere abitato dai pieds noirs,i francesi d’Algeria, alle porte della casbah, affluivano ogni giorno numerose donne musulmane che, costrette dalla fame malgrado la paura, andavano a lavorare in faccende domestiche nelle case francesi. Era un uso antico, si chiamavano «les nanas». Un giorno l’O.A.S. decise di interrompere questo rapporto. Diede ordine ai suoi sicari di sparare loro addosso e di ucciderle. Giunto nel quartiere, vidi forse una ventina di donne musulmane a terra nei loro lunghi abiti bianchi, coperte di sangue, uccise. È un orrore che non posso dimenticare. Il padre della candidata Marine Le Pen, JeanMarie, era uno dei dirigenti importanti dell’O.A.S., uno di quelli che venivano chiamati gli «ultras». Un altro ricordo. Noi giornalisti italiani eravamo tutti «sotto la protezione» di un poliziotto francese, il commissario Alexis Goldenberg, ebreo, che ci dava anche informazioni per noi preziose. Gliene chiesi il motivo: a 14 anni, nel 1943, fu arrestato in Francia, a Lione, dalle SS tedesche e portato alla stazione per essere mandato con altri ebrei prigionieri nei campi di concentramento e nelle camere a gas. Un ufficiale italiano, di cui non ricordava il nome, che passava per caso in quella stazione, fece finta di arrestarlo, lo portò via e, impietosito, lo aiutò a scappare. Da allora per gli italiani aveva molta gratitudine. Goldenberg finirà assassinato nel settembre del ‘61 dagli ultras che furono poi sconfitti da De Gaulle. Marine Le Pen, che ovviamente non risponde delle colpe del padre, considera però parte della sua missione distruggere l’eredità gollista. Il Fronte nazionale, che dirige e che la candida alla presidenza, ha due correnti diverse di antenati, ambedue profondamente antidemocratiche e anti-golliste: i francesi delle colonie e dell’Algeria da una parte e i petainisti, i collaboratori, cioè, dell’ occupazione nazista in Francia, dall’altra. Questi ricordi, penso, possano aiutare a capire quanto sia complicata e torbida la campagna presidenziale francese pur a distanza di molti anni dall’indipendenza dell’Algeria e di più anni ancora dalla liberazione della Francia dall’occupazione tedesca. Sono eredità lontane, ma di esse qualche influenza rimane tutt’ora.

Corriere della Sera

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