Donald disseppellisce l’ascia di guerra – di Maria Grazia Enardu

Contro Assad e contro tuttI.
I 59 missili Tomahawk contro la base aerea siriana da cui si dice sia partito l’attacco con gas nervini che ha ucciso decine di civili, compresi “bambini belli” (discorso di Trump, un’ora dopo l’attacco) sono un’azione condotta sul filo dell’indignazione generale. Nella sequenza temporale, Assad rimpiangerà l’uso dei gas proprio alla vigilia della visita in Usa del presidente cinese. Trump ha agito contro Assad, ha fatto capire a Xi Jinping che sulla Corea del Nord bisogna muoversi, ha confuso quelli che seguono la pista Russia nelle elezioni del 2016, ha contraddetto la politica del detestato Obama. Se in questo ci sono giravolte, poco importa, due mesi di Trump hanno abituato tutti agli zig zag.

C’è stato un comunicato del Pentagono ovvero il Dipt di Stato, in quasi coma, ha fatto poco ma i militari (Mattis al Pentagono, McMaster consigliere di sicurezza) hanno fatto tutto. Due generali che conoscono bene il Medio oriente e la Russia, quindi hanno dato un parere valido, l’uso dei missili è più efficace e meno rischioso dell’uso di aerei. Sembra una rappresaglia ma non lo è per il diritto internazionale, che la prevede solo come reazione a un’azione subita direttamente. L’attacco è stato preannunciato ai russi, secondo una consolidata regola, per evitare un conflitto per errore. I russi avranno avvisato di corsa i siriani ma i missili hanno colpito strutture e aerei che non era possibile muovere in pochi minuti. Forse sapremo di più delle vittime siriane (militari? civili?) ma non ci dovrebbero essere militari russi coinvolti. Rimane la rabbia russa, espressa anche da una radio di Mosca in modo quasi infantile: Trump ha perso le elezioni con Clinton e ha fatto una mossa degna di Clinton – un attacco anti-russo. Ora tutti ci penseranno su: Mosca, Pechino ma anche gli alleati Usa, confortati o confusi. Trump è emerso dal caos dei tweet e ha colpito, ma questa azione avrà un significato “positivo” solo se eviterà i suoi soliti errori. Su questo abbiamo forti dubbi.

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