La strada retta di Draghi

Sotto assedio dopo la recente crescita dell’inflazione, che in Germania sta causando estremo malcontento, la BCE continua sulla traiettoria di politica monetaria tracciata da Mario Draghi: il tasso repo resta a zero, così come il tasso sui depositi a meno 0,40%. Continuano anche gli acquisti di titoli, anche se al ritmo “ridotto” di 60 miliardi al mese. Uniche concessioni alla linea dura: il TLTRO non sarà rinnovato e l’ammissione che non ci sono più le condizioni per l’adozione d’urgenza di nuove misure di stabilizzazione. Nel complesso questa politica sembra stonare con le stime di crescita vicine al 2% per il periodo 2017-19, con l’aumento dei prezzi giunto alla soglia del 2% e con la robusta crescita della base monetaria, ma Draghi è convinto che le misure extra-accomodanti siano ancora necessarie per sostenere la ripresa dei prezzi al netto della componente energetica, vera causa, secondo la BCE, del ritorno dell’inflazione all’obiettivo statutario della banca centrale. Nessuna precipitosa ritirata dal QE, dunque, con i falchi tedeschi al palo fino alle presidenziali francesi.

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