Editoriale

di Giancarlo Santalmassi

 

Cominciano ad essere impietosi e troppi i “frame” che compongono il quadro di un’Italia in “decomposizione”. Primarie truffaldine per selezionare la “classe dirigente” (?). Sindaci e presidenti di regione che restano procuratori della repubblica e, restandolo, aspirano alla segreteria del PD. Ponti che crollano, adagiandosi su corpi di italiani innocenti. Capitani vigliacchi di navi da crocera che si sdraiano (le navi) a dieci metri dalla battigia mentre loro fuggono per primi. Donne che dopo vent’anni di “giustizia” rinunciano a rivivere violenza nell’aula di un tribunale perchè ne hanno abbastanza di replicarla inutilmente in pubblico. Gli otto anni per un appello, che consente al violentatore di una nipotina condannato in primo grado di filarsela nel frattempo all’estero. Un operaio reduce dal trapianto di fegato licenziato non appena rientrato al lavoro dalla delicata malattia.
E così via. Ciascuno dei miei lettori potrà aggiungerne a volontà, e non sarà un gioco.
Per parte mia ne aggiungo un ultimo che e il più importante: il minimo storico delle nascite. L’Italia non è solo vecchia. Ma invecchia: inesorabilmente.

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