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Ci siamo: la Repubblica è dei magistrati

 

Dopo tante difficoltà, il Governo ha approvato, su proposta dell’attuale Ministro della Difesa, il disegno di legge inerente la revisione e riorganizzazione della formazione e del funzionamento delle forze armate.
Se volete saperne di più andate a leggervi Formiche , una pubblicazione ben introdotta nella politica militare e degli armamenti, diretta d’un esperto, PaoloMesssa. Il documento citato è abbastanza lungo, complesso, articolato, scritto in burocratese.
A un certo punto spicca questo paragrafo:

“Sulla figura del Segretario generale della Difesa, il documento prevede che sarà un civile, scelto fra i magistrati ordinari amministrativi e contabili delle giurisdizioni superiori o gli avvocati dello Stato, a coordinare e a gestire la pianificazione generale dello strumento militare, dell’organizzazione e del funzionamento dell’area tecnico — amministrativa della Difesa”.

il cerchio si è chiuso. Magistrati condizionano la politica prima, siedono nei partiti indi, in parlamento poi, nelle istituzioni ora e infine nelle forze armate.

Amen

6 Commenti a Ci siamo: la Repubblica è dei magistrati

  1. andrea dolci 6 marzo 2017 at 07:51 #

    Tutto nasce da quel giorno in cui dei PM andarono in televisione intimando al Parlamento di non fare una legge. In un paese normale sarebbero arrivati i carabinieri e i PM sarebbero finiti in gattabuia per attentato alla Costituzione, ma l’Italia non è un paese normale.

  2. Bull 10 marzo 2017 at 11:44 #

    Ah già sig. Dolci, lei è uno di quelli che prefersice togliere la parola agli onesti e i delinquenti in parlamento. Complimenti.

  3. Andrea Dolci 10 marzo 2017 at 13:19 #

    Caro Sig. Bull, molto più banalmente credo che la Democrazia si fondi su alcune regole base che devono prescindere da tutto e la separazione dei poteri è una delle più importanti.
    Quanto all’onestà, credo che la Storia abbia ampiamente dimostrato che solo Dio può forse mettere il bollino di garanzia e comunque sempre e solo ex-post.

  4. Bull 10 marzo 2017 at 16:07 #

    Lei sta sostenendo che di fronte ad una legge scandalo come quella da lei ricordata i magistrati sarebbero dovuti stare zitti. Mi spiace per lei, ma i magistrati non possono parlare dei procedimenti in corso: non c’è nessuna norma che gli impedisca di parlare di leggi in lavorazione.
    Quindi non c’è nessuna “contaminazione” dei poteri in quello ch eè successo. Capisco che lei sia un nostalgico e che mani pulite le stia sul gozzo, ma se ne faccia una ragione. Nonostante tutto il revisionismo imperante, è stato l’unico momento in cui si è cercato di sradicare la corruzione dalla politica. Che in vece ha clamorosamente vinto, con norme ad hoc e tutto quanto sappiamo.

    • andrea dolci 10 marzo 2017 at 18:15 #

      Mi arrendo e confesso una certa ammirazione per chi come Lei capisce tutto.

  5. Bull 11 marzo 2017 at 15:20 #

    Lo so sig. Dolci, però è carino a ricordarmelo.

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