Editoriale

Invecchiamento del paese

di Giancarlo Santalmassi

Da quasi un mese non scrivo per il mio sito.
Forse gli strumenti di analisi di cui la cultura che è stato capace di darmi questo paese, la mia famiglia, la scuola che ho frequentato sono diventati insufficienti.
E forse è difficile anche incontrare chi ce li ha sufficienti.
O forse non ho più tanto tempo da dedicare a questo sito quanto vorrei, visto che sono direttore dell’informazione web “Inpiu”.

Ma come si fa a capire che fine farà Assad? O gli esiti dell’esecuzione dell’imam sciita decretata da Riad? O la piega che ha preso la politica americana sotto i colpi alle primarie di Donald Trump?

Beccato in mezzo al guado, sto lasciando un mondo finalmente improvvisamente invecchiato e le mie logore bracciate non mi hanno fatto ancora toccare la riva che dovrei avere di fronte, l’approdo a un mondo nuovo.
Posso limitarmi ad alcune notazioni? Che riguardano il nostro paese?

Un una causa civile, il 21 dicembre è stato rinviato al gennaio 2019. Motivo? Scrive il giudice stesso: “Faccio 160 processi l’anno, la stessa convenzione dei diritti dell’uomo vieta la schiavitù e il lavoro forzato”.
È giustizia questa?
E che giustizia è quella che ha assolto tutti quelli che avevano tra le mani Stefano Cucchi, morto per le botte ricevute in carcere e in caserma?
Ma anche che giustizia è quella che pensa di farsi la sorella Ilaria se mette sul web la foto di uno dei carabinieri indiziati del crimine?

Tonnellate di botti illegali sono stati sequestrati tra Natale e Capodanno presso Caserta. L'”ordigno” più richiesto si chiamava ‘bomba Parigi’. Invece di ‘bimbumbam’ pensavano facesse Bataclan?

Ho visto Bossetti uscire dal carcere per andare ai funerali del padre. E ho rivisto il gesto della polizia di spingere la testa dell’imputato in basso per ‘aiutarlo’ a entrare in auto. L’ho trovato avvilente.

Eppure, immaginavo che la crisi più lunga dei tempi moderni che attanaglia il nostro paese, sortisse almeno un effetto positivo. Il cambio degli stili di vita, direbbero pomposamente i sociologi. Insomma facessero cambiare le abitudini.

Qualche indizio c’è. Negli anni sessanta i figli avevano due paia di scarpe. Uno per l’inverno e l’altro per l’estate.
Oggi se si entra in una stanza di un figlio o di un nipote occorre stare attenti a dove si mettono i piedi perché le scarpe sono da per tutto.
Il grasso ha dato alla testa di qualcuno?

Un commento a Editoriale

  1. claudio oriente 8 gennaio 2016 at 12:14 #

    Egregio Direttore, dagli anni 60 ad oggi, il grasso ha dato alla testa su intere generazioni.

    La saluto cordialmente.

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