Ma aveva ragione Paul Volcker

di GIANMARCO MENSI

JP Morgan Chase (JPM), la principale banca americana, venerdi’ ha perso in borsa oltre il 9%. Durante la notte JPM aveva annunciato di avere accumulato perdite di circa 2 miliardi di dollari sui derivati creditizi presenti in portafoglio e di poter subire nei prossimi mesi ulteriori ingenti danni da quelle stesse posizioni. Il sensibile peggioramento dei conti si e’ materializzato in meno di un mese, ovvero dal 13 Aprile scorso, data in cui erano stati pubblicati i risultati per il primo trimestre 2012. Proprio in quell’occasione il capo della banca, Mr. Jamie Dimon, aveva deriso le indiscrezioni della stampa sui rischi legati proprio all’enorme posizione in derivati accumulata dal gruppo d’investimento basato a Londra. Le parole di Mr. Dimon, indiscusso leader di Wall Street e CEO modello,  avevano convinto praticamente tutti. Infatti, fino alla scorsa settimana, la fiducia riposta dal mercato e dalla FED in Mr. Dimon era assoluta. La sua reputazione gli aveva permesso di assumere posizioni controverse e politicamente molto impegnative. Mr. Dimon, infatti, aveva assunto il ruolo di principale critico della “Volcker rule”. Questo provvedimento normativo, che prende il nome dal promotore, ovvero il leggendario ex-Presidente della FED,  dovrebbe sancire una piu’ netta separazione tra attivita’ d’intermediazione e di trading in conto proprio delle banche per impedire il ripetersi di gravi crisi come quella del 2008-2009. Mr. Dimon ha sempre sostenuto che le nuove regole, a suo giudizio troppo severe, andrebbero a eccessivo detrimento dei profitti penalizzando le banche come JPM dotate di una eccellente capacita’ di trading e di un rigoroso risk management. Anche la FED, proprio in virtu’ dell’impeccabile track record di JPM nel valutare e gestire i rischi di mercato, recentemente ha dato il via libera al piano per la distribuzione del capitale agli azionisti attraverso l’aumento del dividendo e la realizzazione di un poderoso programma di buy back. E’ quasi certo che JPM sia intervenuta gia’ venerdi’ per limitare il calo delle sue azioni, facendo leva proprio sul buy back appena approvato. Ma se il calo del titolo puo’ essere parzialmente smorzato dagli interventi di sostegno sul mercato, nulla si puo’ fare per impedire un tracollo verticale della credibilita’ di Mr. Dimon, e con lui di tutta Wall Street, ancora una volta incapace di gestire con successo i rischi assunti dalle banche sui prodotti derivati. Chissa’ che Mr. Volcker non abbia davvero ragione?

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