Meglio servire la Patria, o esser servile coi potenti?

Mi e’ venuto in mente il dilemma mentre il telegiornale delle 13 di SKY da’ una accanto all’altra due notizie distantissime che spiegano perfettamente il significato di ‘censura additiva’, concetto tanto caro a Umberto Eco. La morte di un militare in Afghanistan da una parte; e l’accusa che le bollette della luce nel ‘palazzo chiuso’ (casa chiusa mi sembra riduttivo) all’Olgiatella di Milano2 risulterebbero (condizionale dovuto aspettando il processo) pagate dal consigliere regionale Nicole Minetti. Domanda retorica, se a fare il soldato in missione all’estero ci si rimette la vita, mentre a fare i bassi servigi da tenutari o da prosseneti al premier potente si costruisce una carriera. E che carriera: minimo consigliere provinciale, massimo ministro.
Quando Berlusconi sara’ uscito di scena, una cosa sara’ più difficile delle altre da ricostruire tra le macerie della società italiana: una cultura dell’impegno. Anni fa Marco Lodoli scrisse un pezzo secondo me memorabile, sulla tentazione irresistibile per i giovani del concetto di scorciatoia. ‘Come si fa (si chiedeva Lodoli) a spingere i giovani a studiare, laurearsi, ad essere i migliori, se tutto questo richiede anni, e uno stato che premi i più bravi (che non c’è)? Meglio fare la velina’. Come dargli torto?
Sara’ ancora il più votato dagli italiani, Berlusconi? Mi chiedo. Mentre ascolto quanto costa il casino Olgiatella, e quanto vale la vita di un uomo in Afghanistan……

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