La Madonna? Una Velina!

Adesso che la sacra festa è finita, si può raccontare. L’iconografia della Madonna così come si è consolidata nell’arte dal ‘200, è finita. Fino ad oggi è stata l’idealizzazione dell’universo femminile, così come era avvertito che dovesse essere e come era percepito. I connotati pittorici erano pochi e semplici. Testa coperta da un velo; sotto questo si intravvedeva il colore dei capelli (neri, in attestazione dell’origine araba di Maria), ritratta al massimo sino alla vita; a volte, come nelle icone bizantine, solo sino alle spalle. E quando era a figura intera, seduta su un trono e magari circondata da angeli, il ritratto puntava sull’atteggiameto della Madre verso il Divino Bambino, generalmente in braccio; e dalla non visibilità dei piedi (una delle rare eccezioni che io ricordi è la Madonna del serpente, di Raffaello, còlta nel mirabile gesto di sollevare repentinamente il Bambino per sottrarlo al morso di un serpente al quale schiaccia la testa con un piede).Ben visibile, appunto. Tutto questo che, ripeto, rifletteva nel passato il comune sentimento su come dovesse essere una donna, è stato spazzato via dall’ultimo Natale, dal Presepe di Piazza Navona, a Roma. Evidentemente, parla di veline ieri e di escort col corollario di folgoranti carriere oggi, ecco che la frittata della rappresentazione ideale dell’universo femminile opposta al passato è cosa fatta.
 Sono andato in quella piazza (sono romano, e mio padre nacque all’ultimo piano del palazzo che oggi è l’hotel Raphael) per ‘controllare’ l’evoluzione del Natale visto da lì. Ed è stata una full immersion nella volgarità dei pastori di plastica, dei giochi delle corse dei cavalli meccanici su cui si imbastiscono scommesse clandestine vere; dei cibi stagionali sempre più invadenti. Ma questo mi era già noto in passato, frutto oggi di un lento e inesorabile processo in corso da anni. Improvvisamente, la capanna che ospita il presepe ed è costruita presso la fontana nord della piazza, svela il salto di qualità. Colgo queste parole da una signora (50 anni, coi nipotini) che a voce alta per lo stupore esclama: “Guardate la Madonna, sembra una velina!”. E ancora più sorpreso, sento  approvare da un gruppo di giovani: “Ma è vero, ha propro ragione!”. Allora guardo meglio. E vedo una Madonna a capo scoperto. Non bruna, ma bionda, con i capelli lunghi, ma pieni di boccoli e riccioli, gonfi, come fosse appena uscita dal casco del parrucchiere o dallo spot per uno shampoo. Seduta ma con le gambe accavallate. E con i piedi nudi, ben visibili, che ammiccano, come parlando di sesso. Esattamente come i piedi di quelle indossatrici tutte coperte dall’abito che devono mostrare, ma che sfilano sulla pedana a piedi nudi. A ruota segue quest’altro dialogo, sempre tra gli stessi astanti. Lei: “Oggi farebbe il ministro, e non la povera moglie di un falegname”. Loro “ma che la vuole retrocedere? Lì è diventata la Madre di Dio”!
Amen.

Un commento a La Madonna? Una Velina!

  1. Margherita 10 gennaio 2011 at 03:38 #

    Folgorante. L’istantanea di questo presepe è veramente illuminante, uno specchio limpido della nostra attuale condizione culturale. Non mi scandalizza di per sé la Madonna velina, i maestri presepiai di San Gregorio Armeno giustamente nel presepe mettono tutti e di tutto, in ossequio al criterio assunto da Nostro Signore che non ha fatto lo schizzinoso quanto ha deciso di assumere un corpo umano (e tutte le conseguenze che gliene sono derivate…)
    Nel presepio ci sta veramente di tutto. Ci sta anche Erode. Ma basta saperlo. Quel che mi inquieta è che forse la Madonna-velina non è frutto di una scelta, di una parodia, di una dissacrazione voluta, ma è la rappresentazione di un modello femminile ormai talmente pervasivo che non ci si fa più caso e che fa sì che i begli esempi artistici citati dal Direttore siano morti, sepolti, coperti di muffa e soprattutto muti.
    Oggi le donne a piedi nudi non schiacciano più la testa al serpente.
    Mi torna alla mente una frase dal documentario della Zanardo “Il corpo delle donne” (http://www.ilcorpodelledonne.net/?page_id=89): “abbiamo (noi donne) introiettato il modello maschile talmente a lungo e così profondamente da non sapere più che cosa vogliamo… ci guardiamo l’un l’altra con occhi maschili… come pensiamo un uomo ci guarderebbe”.
    E così anche la Madonna del presepe assume le caratteristiche del modello di bellezza femminile attualmente imposto, modello che in realtà non rappresenta la maggior parte delle donne, tant’è che la Nonna, forse per motivi generazionali, senz’altro per intelligenza, se n’è accorta!
    Siamo saltati quasi a pié pari dalla “madonna-angelo del focolare” alla “madonna-velina”, a nessuno, mi pare, è mai venuto in mente di rappresentare una “madonna in carriera”…
    Non è che non ci sia più religione, è che è sempre una religione troppo maschile. Di cultura non ne parliamo. Ci stendiamo sopra il pietoso velo che hanno tolto alla Madonna.

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