Ilda Bocassini come Eliot Ness

Non so se Ilda Bocassini e’ come Elliot Ness, l’agente delle tasse che mise fuori gioco Al Capone (non per i delitti commessi ma per i tributi evasi). Ma e’ certo che le accuse contro Silvio Berlusconi di prostituzione minorile e concussione sono pesantissime e, visti i precedenti della pm (Previti, Acampora), si presume (si presume) inoppugnabilmente documentate se in procura a Milano hanno deciso per il rito abbreviato. Sgombriamo subito dal campo le opposte reazioni politiche: sono fruste, trasudano ovvieta’ e si elidono per compensazione. Lasciamo a chi non le ricorda quelle di Capezzone, Quagliariello, Cicchitto o Gasparri da una parte; e Bersani, Di Pietro, Vendola o Pancho Pardi dall’altra. Di qua, i continui riferimenti a un complotto comunista; di la’ la voglia di recuperare il flop della sfiducia di meta’ dicembre. Di la’ le dichiarazioni entusiaste sull’equilibrio della Corte Costituzionale di bocciare a meta’ lo scudo del legittimo impedimento, di qua le consuete dichiarazioni sulla ‘giustizia ad orologeria’.
Preferisco invece concentrarmi ancora sull’incapacità del sistema italiano di affrontare uno dei problemi fondamentali della nostra democrazia: come fronteggiare chi concentra nelle proprie mani un immenso, smisurato potere d’acquisto (‘corruttorio’ direbbe Di Pietro). A leggere i particolari che riescono a filtrare dal riserbo, ce ne sono di gustosi. Berlusconi, capace di spostare l’asse degli interessi politici mondiali da Washington a Mosca, cadrà perché ‘Ci piace u’ pilu’ come dice un qualunque Cetto Albanese, o perché ‘E’ un uomo malato’ come dice la moglie Veronica Lario?
Un signore che ha cominciato le sue fortune nell’edilizia costruendo Milano2, poi entrando nel calcio, in Tv, in politica, e al governo, si scopre accusabile d’essere coinvolto in questioni di prostituzione minorile (‘utilizzatore finale’ direbbe Ghedini, suo avvocato e deputato) perché’ lascia vistose tracce, e non solo buste piene di biglietti per le partite del Milan. Oltre una dozzina di ragazzine sono ospitate gratis in una palazzina di Milano2. Chissà cosa direbbe la senatrice Merlin della palazzina di via Olgettina oltre 50 anni dopo la chiusura dei casini. Ci sono arrivate, forse selezionate da un direttore di un suo telegiornale: s’è sparsa la voce che per una sera si possono avere 5/7mila euro. Le più belle e disponibili avranno la conduzione di programmi Tv in canali pubblici o privati (essendo capo di un partito, li controlla tutti lui); oppure diventano consiglieri regionali; oppure parlamentari nazionali; oppure sottosegretari; oppure ministri. E se capita che una venga per caso fermata dalla polizia perché denunciata di furto, si scopre minorenne, straniera e senza documenti, niente paura, neppure se quel signore si trova a Parigi, occupato in faccende di politica internazionale, niente paura: una telefonata di un uomo della sua scorta (una volta, quando era solo proprietario di tv era la sua guardia del corpo, poi assunto nei reparti di sicurezza dei servizi segreti) precederà una sua telefonata risolutiva. Poco importa se racconterà una balla dicendo che e’ la nipote di Mubarak, leader egiziano. Poco importa se per evitarle il ricovero in una comunita’ come disposto dal magistrato, ottiene il suo affidamento ad un consigliere regionale (tanto e’ un’ex soubrette, igienista dentale-orale personale del capo del governo). Che come esce dalla questura la consegna ad un’amica prostituta magrebina e se ne va. Tutto questo si puo’ leggere disperso tra vari giornali. Quasi nulla dai TG che a volte sono letti da ragazze con una farfallina al collo (uno dei regalini preferiti del Presidente del consiglio). Una costruzione così e’ dura da sostenere davanti ad una Corte. Le carte in mano alla Bocassini dovranno essere a prova di bomba. E lo scontro sarà durissimo.
Anche se non c’e nulla di nuovo. In fondo nel 1994, quando Berlusconi vinse per la prima volta, fece eleggere due avvocati delle sue aziende Raffaele Della Valle e Vittorio Dotti capigruppo del partito al Senato e alla Camera. E’ un po’ la dilatazione, la proiezione del metodo Berruti.
Dentro c’è anche tutta la debolezza della politica italiana in questi anni. Un vecchio gentiluomo come Vittorio Dotti, solo nel 2001 in una intervista (arengario.net) dichiarava: ‘mi sono convinto – dopo un breve periodo di illusioni iniziali – che Berlusconi sia entrato in politica solo per difendere i suoi interessi personali, sia quelli finanziari sia quelli giudiziari’. E vien voglia di chiedere a Casini e Fini (oggi corteggiatissimi dall’opposizione): ‘Quando chi esprimeva queste perplessità su Silvio Berlusconi e veniva accusato di essere un comunista, voi dove eravate?’.
A che serve aver ragione dopo?

3 Commenti a Ilda Bocassini come Eliot Ness

  1. Luigi Rosa 16 gennaio 2011 at 02:14 #

    Direttore,
    mancava proprio la sua schietta e non allineata opinione.

    Grazie.

  2. Michele Reccanello 16 gennaio 2011 at 09:30 #

    Direttore,

    Anche per chi le scrive, la mente è corsa a Elliot Ness e Al Capone: Il Boss autore di crimini efferati caduto scivolando sulla più classica buccia di banana.

    Come evitare l'accumulo di tanto potere? Ricette facili non ce sono, però se a chi frequenta le poltrone del parlamento fossero imposti dei divieti ad entrarne in possesso perché, o le hanno scaldate per troppo tempo, o perché si deve prima chiarire davanti a chi ti vota – e soprattutto a chi non ti vota – le tue pendenze, allora forse saremmo a buon punto.

    Faccio notare che buona parte dei nomi di primo piano della politica Casini, Fini, Tremonti, Fassino, Veltroni, Cicchitto… sono da più di ventanni che sono li e questa a me non sembra democrazia ma oligarchia, soprattutto visto che è un parlamento di nominati e non di eletti.

    Saluti.

  3. Francesca 16 gennaio 2011 at 13:18 #

    Ottime riflessioni.
    Spero tanto che questa volta Ilda la Rossa riesca a sbugiardarlo dinnanzi al Paese.
    Forse cosi anche i suoi elettori cloroformizzati apriranno gli occhi.

I diritti d'autore appartengono alle rispettive firme. Santalmassiaschienadritta.it è uno spazio aperto a disposizione dei lettori.
La qualità del sito dipende anche dalla vostra collaborazione. Sappiate che inserendo dei commenti dovrete seguire le regole del sito e sarete gli unici responsabili di quel contenuto e delle sue sorti.