La delusione del 2010

L’ho provata ai primi di novembre. Una sera accendo la TV e vedo Vicenza sommersa dal fango. E’ la stessa alluvione per cui sui cartelli dell’autostrada Serenissima a informazione variabile c’era scritto “dona due euro agli alluvionati”. Caso vuole che io conosca molto bene Vicenza. Non per il ‘No Dal Molin”, ma per il Palladio. Penso subito che bisogna far qualcosa. Ho l’età per ricordare cosa fecero gli italiani giovani per l’alluvione di Firenze e Venezia di un altro novembre, quello del 1966 (esattamente il giorno 4, anniversario della vittoria, del’unita nazionale e delle sue Forze Armate). Certo, qui non c’è il Cristo di Cimabue semisommerso dal limo. Pero’ Palladio e’ pur sempre Palladio, il genio architettonico cui si e’ ispirato il centro di Londra. E molti degli edifici pubblici degli Stati Uniti. E penso: e’ il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia; Bossi continua a dire che col federalismo finalmente al sud non arriverà più un euro prodotto al nord, e tutte le regioni del nord non prenderanno mai l’immondizia della Campania. Ammetto, l’idea rasenta la provocazione, ma come sarebbe bella una dimostrazione di solidarietà nazionale promossa dai meridionali! Non ci metto un minuto: prendo il telefono, cerco Dudu’ La Capria e non lo trovo. Provo con Cesare De Seta che risponde. Cesare e’ un architetto napoletano, collaboratore del Corriere della sera, difensore del patrimonio artistico e storico dell’arte. ‘Cesare, perché non lanci una raccolta di firme di intellettuali perché da Napoli parta un treno carico di meridionali che vadano a Vicenza a spalare il fango insieme ai vicentini?’. La risposta e’ disarmante: ‘Giancarlo non ne ho i mezzi’ e’ l’incredibile risposta! Eppure sarebbe bastato un piccolo box in prima pagina dove cominciavano le cronache del disastro che aveva colpito l’operoso Nordest. Incredulo, chiamo quel meridionale e meridionalista illuminato che e’ Antonio Ghirelli, cui mi lega una stima reciproca e antica risalente a quando lui era direttore del TG2 e io un redattore. Antonio mi suggerisce di chiamare un altro amico, Virman Cusenza, direttore del Mattino di Napoli. Lo conosco dai tempi che era una firma de ‘Il Messaggero’, a Roma. Chiamo, l’ora e’ quella di ‘chiusura’ del giornale e dunque in tempi di crisi della spazzatura, il direttore e’ occupatissimo. Ma si farà vivo dopo cena. E dunque lascio nome, cognome e portatile. Non mi ha mai richiamato.
Non so se questo paese e’ sodomizzato, come dice qualcuno. Certamente e’ cloroformizzato.
Buon anno a tutti. Ma soprattutto, dopo mezzanotte, col 2011, svegliamoci.

5 Commenti a La delusione del 2010

  1. Francesca 31 dicembre 2010 at 09:04 #

    Buon anno nuovo anche a Lei, caro Direttore.

    Se la puo' consolare (si fa per dire) sappi che ho trascorso il Natale ospite di mia sorella.
    Dopo il pranzo invariabilmente la tombola e le chiacchiere…e la politica!
    E' finita che ho litigato con mio cognato….assessore allo sport e cultura di un piccolo comune della Valceresio governato da oltre un decennio da P2ELLE + LN, perchè ad un certo punto se n'è uscito dicendo che "i partigiani erano 4 rubagalline e se non c'erano gli americani…. col cavolo che se ne andavano i tedeschi"!

    Se lo ricorderà Lei immagino che ai tempi della campagna elettorale del 2008, importanti esponenti dell'odierno partito dell'amore, uno in particolare con una sentenza d'appello di condanna a 7 anni per mafia, annunciavano che si sarebbero dovuti riscrivere i libri di storia per cancellare le parole "resistenza" e "partigiani"……

    Mi consola sapere che l'ANPI gode di ottima salute e che moltissimi giovani, nipoti e pronipoti di quei coraggiosi che ci ridiedero la libertà, vi si iscrivono.

    Resistere, resistere, resistere!

  2. PaoloVE 31 dicembre 2010 at 09:56 #

    Buonasera,

    purtroppo in questo frangente credo lei abbia avuto conferma del fatto che, ancora una volta, la politica è lo specchio del Paese: il Nord Est sembra non interessare nè all'uno nè all'altra…

    Saluti ed auguri

    Paolo

  3. Paolo Malpaga 1 gennaio 2011 at 01:09 #

    l'orologio è sballato

  4. Paolo Malpaga 1 gennaio 2011 at 01:13 #

    condivido caro Giancarlo, con Lei la convinzione che nonostante la "fine" politica di Berlusconi, in Italia non finirà il "berlusconismo", efficace neologismo che racchiude in se i vizi ed i mali dell'Italia di oggi. Mancano, ahimè, le virtù.
    Ci troviamo, dopo 150 anni di Unità della Nazione, invece che più uniti e solidali, come sarebbe d'uopo in una famiglia che si ritrova per festeggiare la ricorrenza, sfibrati, disarticolati da egoismi e localismi… l'interesse privato che sovverte il bene comune e l'Idea che lascia il posto alla convenienza. Si fa politica col bilancino dei sondaggi e non con la responsabilità degasperiana del buon padre di famiglia.
    Ed allora sì, svegliamoci suvvia, non tutto è perduto.
    Buon inizio.

  5. Michele Reccanello 1 gennaio 2011 at 09:53 #

    Caro Santalmassi,

    iniziativa lodevole, ma ha detto bene: siamo tutti cloroformizzati.
    Presi solo a guardare il nostro piccolo pezzo di giardino e non a guardare oltre al proprio naso, non vogliamo noie, siamo disinteressati, annoiati. Abbiamo la pancia troppo piena. Quello spirito che ci ha consentito di rialzare la testa in tante occasione, citava lei l'alluvione di Firenze e non solo quella occasione, è stato smarrito. Troppe promesse disilluse.
    Francesca citava la resistenza e i partigiani, in quel periodo storico c'era un obbiettivo comune che porto tante persone di diverse estrazioni che combattevano per una comune causa, altro che comunisti! Ora l'unica causa è che fa muovere le persone è solo per interesse personale e non per il bene comune.

    Auguri di buon 2011, anche se non ci credo molto.

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