Dopo la fiducia

Non lascerò finire l’anno senza rispondere ad una gentile lettrice che dopo aver letto ‘Ecco un pezzo mai pubblicato’ mi chiede: ‘E adesso, dopo che Berlusconi ha ottenuto la fiducia che pensa?’. Cara Margherita, non cambio la mia idea che Berlusconi sia politicamente finito. Avevo scritto che avesse ottenuto o non la fiducia, la sua data di scadenza era comunque scritta e definita. Nonostante continui a dichiarare ottimisticamente che molti parlamentari finiani torneranno nel polo, quella vecchia volpe di Bossi continua a borbottare che ‘i numeri scarseggiano’. Le dice nulla questo? Infatti Silvio Berlusconi continua a corteggiare Pierferdinando Casini e la sua UDC. Ma Casini non potrà rientrare nella maggioranza da cui usci’ sei anni fa come se niente fosse successo. Ricorda quando se ne andò Marco Follini? L’UDC usci’ dal governo ma non dalla maggioranza, fornendo un appoggio esterno. Poi ha passato due anni all’opposizione del centrosinistra di Prodi, più altri due anni all’opposizione dell’attuale centrodestra. E adesso? Come minimo dovrà ottenere cospicue contropartite politiche. Casini lo lascia intendere quando afferma che non farà trattative sottobanco ma sull’unico tavolo per lui possibile, quello parlamentare, alla luce del sole. E non alludo tanto all’ottenimento di poltrone ministeriali di prestigio (in ogni caso costosissime per Berlusconi, perché dovrà mandare a casa dei fidatissimi). Quanto a costose richieste di tipo politico. Faccio un esempio: una sostanziale revisione del federalismo fiscale, tanto caro a Umberto Bossi. E cioè un robusto spostamento di risorse dai luoghi dove vengono prodotte (il nord) a dove servono ancora (il sud). Altrimenti cosa potrà dare Casini al suo partito? E con quali conseguenze nei rapporti fino ad oggi privilegiati e strettissimi di ‘idemsentire’ tra Berlusconi e la Lega?
Per questo sostengo che Berlusconi ha concluso la sua parabola pur lunga e sorprendente della sua vicenda politica: per la prima volta sara’ costretto ad adottare un programma non propriamente tutto suo, ma condiviso con altri che la vedono in modo diverso da lui. E’ così lontano dal suo modo d’essere che gli costerà moltissimo farlo. E forse tenterà di tutto per evitarlo. Aiutato in questo dall’inesistenza di una opposizione.
Sulla quale stendo un velo pietoso.
Li’ sono di nuovo tutti contro tutti: la componente ex-popolare ( cattolica) contro quella ex comunista; Veltroni di nuovo contro D’Alema e Bersani. Tutto il PD contro Nicky Vendola, e l’Italia dei Valori. Dentro l’IDV cresce la fronda contro il padre-padrone (padrino?) del partito, Antonio Di Pietro. Tutto il centrosinistra che balbetta e va in pezzi di fronte a quanto sta facendo (nel vuoto della politica, naturalmente) quel rullo compressore di Marchionne e la new-co della Fiat.
Aggiungo che personalmente sono rimasto molto sconsolato e interdetto dalla foto di gruppo del nuovo ‘Polo degli Italiani’, quello centrista. Intorno alle facce assai relativamente ‘nuove’ di Casini, Fini e Rutelli, ho visto vecchi arnesi come Giorgio La Malfa, e Luciana Sbarbati (due repubblicani che si sono fatti una guerra sanguinosa sino a un minuto prima); Ferdinando Adornato (ancora una giravolta?). E anche una che e’ una risorsa, come Linda Lanzillotta e vecchio arnese proprio non era, in questa compagnia adesso rischia assai.
Un’ultima considerazione su Gianfranco Fini. E’ stato il primo a porsi il problema politico e strategico della successione alla leadership di Silvio Berlusconi alla guida del centrodestra. E ha fatto tutto benissimo, ma fino ad un certo punto. Fino a quando la dichiarazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di assoluta contrarietà allo scioglimento anticipato delle camere (per timore della sindrome da crisi finanziaria di tipo greco-irlandese; o per non macchiare con un gesto traumatico la ricorrenza del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia poco importa) avrebbe dovuto imporgli un brusco cambio di strategia che non c’e’ stato. E Fini la pagherà duramente. Non solo in termini di emorragia di parlamentari come sostiene Berlusconi, quanto in termini di massacro mediatico come dimostrano gli articoli sulle escort (tu quoque) e sull’attentato a se stesso da addebitare a Berlusconi. Quanti giri dovrà star fermo Fini in questo estenuante giro dell’oca politico?

3 Commenti a Dopo la fiducia

  1. Margherita 30 dicembre 2010 at 15:17 #

    Grazie della risposta! Anche questa meriterebbe di essere pubblicata. Ma almeno circola sul blog.
    Buon anno!

  2. Paolo Malpaga 31 dicembre 2010 at 01:12 #

    cara Margherita, non ci resta che spargere la voce e rendere il blog accessibile al più alto numero di persone. Il bello della rete è il passaparola. Chi ha cuore e cervello sceglie in autonomia le fonti a cui attingere. Auguro a Lei, al Direttore ed ai lettori tutti un felice 2011.

  3. Francesca 2 gennaio 2011 at 03:10 #

    Presto riprenderà la vita di sempre…. i soliti veleni …. le solite chiacchiere!
    In realtà qualcosa è cambiato!

    Invito a meditare su questo bell'articolo da FareFuturo Web Magazine, una risorsa informativa davvero interessante, anche per una "de sinistra" come la sottoscritta!

    http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&Art;=10862&Cat;=1&I;=../immagini/PERSONAGGI/fini_congresso_int.jpg&IdTipo;=0&TitoloBlocco;=L%27Analisi&Codi;_Cate_Arti=38

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